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IL TRIANGOLO NERO: nessun popolo è illegale 18 novembre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Succede che e’ piu’ facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.
Succede che e’ piu’ facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che e’ piu’ facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.

Questo è un estratto dal testo di una petizione, il triangolo nero, che condivido e che vi invito a leggere qui, dove potete anche aderire e firmare.

Ognuno è straniero, da qualche parte 8 novembre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Io lo sono, tutti i giorni da parecchi anni, nel paese in cui vivo. Sono tante le cose a ricordarmelo, a partire dallo specchio, ma anche questo stesso blog.

Ricordo bene la fatica, all’inizio, quando praticamente non parlavo il tedesco: improvvisamente le cose più banali, come leggere un giornale, fare la spesa, guardare la tv, fare una battuta, ordinare qualcosa al ristorante, persino comprare le sigarette erano diventate difficoltose, complicate, talvolta impossibili. Mi sembrava di vivere in una bolla di sapone, trasparente, sottilissima, ma sempre interposta fra me e tutto ciò che mi circondava. C’è voluto quasi un anno d’impegno costante per riuscire a padroneggiare la lingua in modo da poter condurre una telefonata senza grossi problemi, ci sono voluti altri anni per imparare ad esprimermi ad un livello simile a quello in cui mi esprimo nella mia lingua madre, per imparare a scrivere decentemente, io, che ho sempre amato la parola scritta più di ogni altra cosa.
La barriera linguistica è quella più ardua da superare, quando ci si trova in un paese straniero, ma anche la più importante. Le altre barriere, quelle culturali, religiose o che so io, crollano nel momento in cui si è in grado di farsi comprendere, o almeno questa è la mia esperienza. Una volta superata la barriera della comunicazione, parte la fase più divertente ed emozionante della scoperta del mondo che si ha intorno e della sua conquista.

Qui in Germania ho trovato un terreno fertile per le mie escursioni: i tedeschi, superata la prima timidezza, sono interlocutori attenti e curiosi, ma altrettanto disponibili a rispondere alle domande e ad insegnare, sono diretti e sinceri, in un modo che, in Italia, rasenta la maleducazione. Però, sincerità o maleducazione che dir si voglia, a me, in dodici anni buoni di vita da straniera in Germania, non è mai capitato di sentirmi dire porcherie di questo genere, né di leggerne travestite da articolo su un quotidiano “serio” come dovrebbe essere il Corriere della Sera.

Continuiamo a riflettere 2 novembre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Io mi rendo conto che negli ultimi tempi sono diventata un po’ pallosa e prometto che nel fine settimana posterò qualcosa di meno polemico, però qui mi tirano per i capelli. Andate a leggere questa lettera aperta di Barbara Spinelli al direttore de “La Stampa”. Se non fosse per la profonda amarezza del contenuto, che condivido in toto, sarebbe da incorniciare. Leggete, che poi ne parliamo.

Spunti di riflessione 22 ottobre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Leggevo ieri:

Come ogni anno, arriva l’autunno, le mosche rompono i coglioni, e viene fuori un report che dice che in italia non c’è libertà di stampa. Quest’anno siamo trentacinquesimi, e cito:

“Italy (35th) has also stopped its fall, even if journalists continue to be under threat from mafia groups that prevent them from working in complete safety.”

E già, la non-indipendenza dell’informazione in italia è data dalle minacce della mafia, non come avete sempre pensato, dal finanziamento pubblico ai quotidiani, o dal duopolio televisivo.
Il post completo »

Avevo letto il post e chiuso scuotendo un po’ la testa. Si potrebbe aprire un dibattito sulle cause del duo/monopolio televisivo, ma sarebbero solo supposizioni. Fatto sta che conosco parecchi italiani che preferiscono fare finta che la mafia non esista, che non li riguardi, che non abbia influenza, anche “solo” indirettamente, sulla loro vita. Mafiosi sono sempre gli altri e per tutto esiste un’altra spiegazione. Di queste discussioni ne ho affrontate tante, un paio anche su questo blog, con l’unico risultato di arrabbiarmi. Non ci sarei tornata su se non fosse che, oggi, ho trovato questo:

(ASCA) – Roma, 22 ott – ”Mafia SpA”. Cosi’ la Confesercenti e il suo X Rapporto di Sos Impresa definiscono Cosa Nostra indicandola come la prima azienda italiana, […]
Dalla filiera agroalimentare al turismo, dai servizi alle imprese a quelli alla persona, agli appalti, alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario la presenza mafiosa, conferma Confesercenti, si consolida in ogni attivita’ economica tanto che il fatturato del ramo commerciale dell’Azienda Mafia si appresta a toccare i 90 miliardi di euro, una cifra intorno al 7% del Pil nazionale, pari a 5 manovre finanziarie, 8 volte il mitico ”tesoretto”. I commercianti, gli imprenditori subiscono 1300 fatti reato al giorno, praticamente 50 l’ora.
Tutta la notizia »

Non l’hanno scritto degli stranieri che non conoscono la realtà italiana o degli italiani che vivono all’estero e si sono fatti rincoglionire dalla propaganda antitalica (sic). L’ha scritto la Confesercenti.

Conversazioni immaginarie 21 ottobre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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K.: Scegli di aprire un blog.
I.: Eh, fatto. Anzi no, due blog. E un tumblr. Va be’.
Scegli di scrivere sul blog.
Scrivo, scrivo, insomma, dai, quando posso. Abbastanza, dai.
Scegli di non guardare la classifica, oggi.
Io vorrei non guardarla, poi però ogni tanto mi scappa l’occhio, sai com’è. È che mi ero tutta ringalluzzita quando ero salita improvvisamente, poi son tornata giù tutt’in una volta. Va be’, dai, non l’ho guardata molto.
Scegli di non guardarla neanche domani.
Eh, non so, non so. Ma neanche un’occhiatina piccola piccola?
Scegli di creare valore.
Ma guarda, io ci provo anche, ogni tanto. Però bisogna andarci piano col “valore”, ché se no calano subito gli abbonati al feed.
Scegli di non mendicare link.
Mai fatto. Infatti, come dire, non è che ci nuoti proprio, nei link.
Scegli di non partecipare.
Eh, ma figurati! Son qui che me la tiro che è una bellezza.
Scegli di dire qualcosa di diverso.
Eh.
Scegli di esserci, ma non sempre.
Ma guarda, non è che sia proprio una scelta, comunque, sì, tra lavoro, marito, casa e ogni tanto (ma poco, eh) qualche svago… un bel da scegliere!
Scegli di prendere un bel respiro.
Ma anche due, dai.
Scegli di non scrivere nulla se oggi non hai idee.
È esattamente quello che sto facendo.
A volte è bello non avere idee.
Eh, infatti. Vengono fuori le cazzate più belle, quando non si hanno idee. Guarda qua che roba!
Scegli di spegnere Twitter.
Ma non l’ho manco acceso, guarda.
Scegli di non scrivere su Twitter, no, non ancora.
Né ora né mai. Anche perché io, purtroppo, per mantenermi devo andare a lavorare quelle otto-dieci (ogni tanto anche undici) ore al giorno. E, no, non mi pagano per cazzeggiare su Twitter, no.
Scegli di contare fino a dieci quando scrivi un post.
Buona questa, me la segno. Se lo facessimo tutti…
E scegli di metterti nei panni di chi lo leggerà.
Oddio, io ci provo anche, infatti ogni tanto metto anche qualche ricettina buona, ché ho visto che ne arrivano tanti che cercano “cosa cucino”, “roast beef”, “torta di mele”…
Scegli di dire “no grazie” anche se vorresti accettare.
Guarda, se qualcuno chiede, ci provo. Poi ti dico.
Scegli di sorridere.
Sempre.
Scegli di diminuire le fonti.
Eh?
Scegli di uscire di casa.
Tutti i giorni, guarda. Per tante, tante ore. Ma proprio tante.
Scegli di socializzare dentro e fuori la rete.
Non cominciamo ad allargarci.
È pur sempre il tuo mondo.
Dentro o fuori?
Scegli di esprimerti per quello che sei.
Meglio di no, guarda.
Scegli di non fare male agli altri.
Ecco, appunto.
Scegli di dare un link a chi lo merita.
E ogni tanto uno anche a chi non lo merita, va là che oggi siam buoni, che è domenica.
Scegli di ignorare chi non lo merita.
Tutti?
Scegli di vivere in rete, ma prima ancora scegli di vivere.
Ma guarda, non è che sia sempre dipeso da me, ma io, di mio, ce l’ho messa tutta. Chiudiamo qui, va là, che è meglio…

Blog Action Day: si parla d’ambiente 15 ottobre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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La protezione dell’ambiente è uno di quegli argomenti sui quali, in teoria, tutti si trovano d’accordo. In pratica, spesso la pigrizia, talvolta l’ignoranza, ci portano nel quotidiano a razzolare male laddove abbiamo predicato bene. Io faccio parte di quella schiera di sognatori che credono fermamente nella possibilità di cambiare le cose e di poterlo fare più con piccoli gesti che con grandi parole.
Non starò quindi qui a farvi grandi prediche sui massimi sistemi, ma, in occasione del Blog Action Day, voglio mettere qui una lista con dieci piccoli accorgimenti che, con poco sforzo, possono contribuire a migliorare le condizioni ambientali.
Non aspettate domani, la prossima settimana, il giorno del vostro compleanno o l’arrivo di Babbo Natale. Cominciate oggi.

  1. Chiudete il rubinetto dell’acqua mentre vi lavate i denti o v’insaponate i capelli.
    Non solo risparmierete acqua, ma anche energia occorrente per riscaldarla.
  2. Abbassate la temperatura di lavaggio in lavatrice.
    I detersivi di ultima generazione contengono enzimi che non solo consentono ottimi risultati a basse temperature (30-40°C), ma lavano peggio a temperature troppo elevate. Lavare a 95°C non serve a nulla, tranne che a rovinare la biancheria e consumare energia inutilmente. Se la biancheria non è impregnata di schifezze, bastano spesso 40°C.
  3. Usate detersivi concentrati.
    A parità di forza lavante ne occorre una quantità inferiore, il che significa abbattere l’impatto energetico per il trasporto e produrre una quantità molto inferiore di rifiuti per via dell’imballaggio più piccolo e leggero.
  4. Fate attenzione all’efficienza energetica al momento dell’acquisto di nuovi elettrodomestici.
    Gli elettrodomestici a basso consumo sono più cari, ma vi fanno risparmiare sulla bolletta (informazioni sul tema elettrodomestici).
  5. Spegnete la luce quando uscite da una stanza.
  6. Usate prese di corrente dotate di interruttore per tutti gli apparecchi dotati di funzione stand-by.
    (TV, lettore CD/DVD, stereo, computer) e spegnete l’interruttore quando non li usate. Risparmierete corrente elettrica e allungherete la vita dei vostri elettrodomestici (informazioni sul tema)
  7. Utilizzate lampadine a basso consumo energetico.
    Non devono necessariamente essere lampadine fluorescenti (che comunque ormai esistono di tutte le fogge e dimensioni, facendo crollare su sè stesse divere argomentazioni contrarie); anche le alogene consumano meno delle tradizionali lampadine ad incandescenza. Altra tecnologia interessante è quella dei diodi luminosi (LED) (informazioni sui vari tipi di sistemi d’illuminazione ed il loro consumo energetico)
  8. Utilizzate borse per la spesa in tessuto invece dei sacchetti di plastica.
    Hanno anche il vantaggio di non rompersi così facilmente e di “sopportare” pesi maggiori.
  9. Controllate la pressione dei pneumatici della vostra auto.
    Le gomme mezze sgonfie, oltre ad essere meno sicure, contribuiscono ad aumentare il consumo di carburante e si consumano più in fretta, entrambe le cose a causa del maggiore attrito.
  10. Cercate di utilizzare l’auto meno frequentemente.
    Le alternative sono tante, dai mezzi pubblici all’organizzarsi tra colleghi per utilizzare un’auto sola.

Niente di speciale, insomma, ma se lo facessero tutti…

Technorati tag:

25 anni di sorrisi digitali 19 settembre 2007

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Due punti, un trattino ed una parentesi: il modo più semplice per donare espressività a frasi digitate al computer; molti di noi ne fanno uso, qualcuno ne abusa, altri le odiano. Sono le faccine, o anche smiley o emoticon – sorrisi o strizzate d’occhio in pochi tratti di punteggiatura e oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della loro invenzione.

A quanto pare, infatti, il primo smiley è stato postato alle 11:44 il 19 di Settembre 1982 da Scott E. Fahlman (oggi professore alla Carnegie Mellon University) in una discussione sulle limitazioni del linguaggio umoristico online e su come denotare le battute come tali. La sua proposta fu:

“I propose the following character sequence for joke markers: :-) Read it sideways.”

A quanto pare il suggerimento fu accettato di buon grado e oggi nessun forum o blog che si rispetti rinuncia a convertire le sequenze di punteggiatura in apposite immagini.

Il perché di tanto successo è sicuramente da cercare nella semplicità ed immediatezza e nel fatto che è spesso difficile comunicare lo stato d’animo con cui si scrive una frase che spesso è in un contesto di conversazione pur essendo scritta e quindi senza il supporto della mimica e/o del tono di voce.

Per “festeggiare” il venticinquesimo anniversario, Fahlman e colleghi hanno istituito lo Smiley Award (sponsorizzato da Yahoo), che premierà con 500 Dollari la migliore innovazione nel campo della tecnologia di comunicazione interpersonale.

Fonte: Digital “Smiley Face” turns 25

Perché l’Umbria 17 settembre 2007

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Sono tornata, con ancora l’Umbria negli occhi e nella pancia. Ci tornerei anche domani, per mille ragioni. Qui i miei personalissimi primi dieci “perché” dell’Umbria:

  1. Ti mettono il tartufo dappertutto. Anche sulla pizza.
  2. Gli umbri sono di una gentilezza commovente. Tutti. Sempre.
  3. Quando le salite si fanno troppo ripide ci sono ascensori o scale mobili che ti portano fino al cuore delle città.
  4. Gli automobilisti fanno un uso estremamente parsimonioso e civile del clacson (vedi anche il punto 2).
  5. Ci sono le cascate più alte d’Europa (le cascate delle Marmore). La visita va pianificata con l’aiuto di un algoritmo che tenga conto dei complicatissimi orari di apertura e delle diverse lunghezze dei percorsi di visita, ma ne vale la pena.
  6. Ci sono la Val Nerina e la Val Topina.
  7. C’è un paesino piccolo piccolo, Castelluccio, noto per le sue lenticchie, incastonato nell’unico cucuzzolo in mezzo ad una vallata surreale e bellissima.
  8. C’è la Perugina, dove, una volta trovata l’entrata, c’è tutto un mondo di cioccolato che aspetta di essere assaggiato (e acquistato, se lo spaccio aziendale è aperto).
  9. C’è il Sagrantino di Montefalco (e anche il Rosso di Torgiano…)
  10. Vocabolo vuol dire strada, località, vicolo, sentiero.

on the road again 1 settembre 2007

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on the road again

BlogDay 2007 31 agosto 2007

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Blog Day 2007Ormai è una tradizione, qui, “celebrare” il BlogDay il 31 di Agosto. L’iniziativa parte dal sito Blog Day, le regole sono semplici: basta elencare cinque blog da scoprire, che non facciano parte dei soliti circuiti e, possibilmente, che non si trovino nel proprio blogroll. Io un blogroll in senso stretto non ce l’ho, ma mi sono imposta di cercare cinque blog per me nuovi. Eccoli qui:

  • La mercante di spezie: un blog da linkare anche solo per il titolo. È un blog di cucina, ho dato un’occhiata e vi ho trovato un sacco di cose appetitose. Da approfondire.
  • Il posto di Antonio: posso dirlo? Non ricordo più perché l’avevo messo tra i favoriti invece di abbonarmi al feed. Da approfondire anche lui.
  • Münchia! In Düsseldorf?: le mirabolanti avventure di un siciliano a Düsseldorf. Ha il suo perché.
  • Lo fa anche Baricco: un blog sulla logopedia. Interessante, avvincente, talvolta commovente.
  • Wondercozza: simpatica ed esilarante. Una boccata d’ossigeno.

E fatemi sapere cosa ne pensate, eh?

Technorati Tag: BlogDay2007