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Enzo 1 ottobre 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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Trasferirsi in una nuova città porta con sè uno strascico di piccoli ma difficoltosi cambiamenti collaterali: bisogna ricominciare tutto da zero, tessere pazientemente quell’invisibile ragnatela di consuetudini che avvolge il quotidiano e lo rende noiosamente rassicurante nella sua ripetività. Il fornaio dal quale comprare il pane, il tabaccaio per giornale, sigarette e due chiacchiere d’inizio giornata, il macellaio che ti tiene da parte il controfiletto per il roastbeef e ti fa un complimento nell’allungarti il cartoccio al di là del bancone. I medici. Il parrucchiere.
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Extraterrestre 28 luglio 2005

Posted by Isadora in InMansarda, MusicaMusica.
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C’era un tipo che viveva in un abbaino
Per avere il cielo sempre vicino
Voleva passare sulla vita come un aeroplano
Perché a lui non importava niente
Di quello che faceva la gente
Solo una cosa per lui era importante
E si esercitava continuamente
Per sviluppare quel talento latente
Che è nascosto tra le pieghe della mente
E la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
Dalla finestra nel tetto, con un messaggio
Voleva prendere contatti, diceva:

Extraterrestre portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre vienimi a cercare
Voglio un pianeta su cui ricominciare

Quando mi sono trasferita in questa città seguendo il nuovo lavoro ero tutta emozionata, sì, eccitata, dalla prospettiva di dare inizio a qualcosa di nuovo, di girare pagina nel grosso libro della mia vita e cominciare a scrivere, a vivere, un nuovo capitolo. “Casa nuova, vita nuova”, via i legami col passato, tabula rasa.
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Aspettando 5 luglio 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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Di nuovo domenica, un’altra lunga domenica d’estate che passerò ad attenderti, sapendo che potresti arrivare da un momento all’altro o anche non arrivare mai. La stanza è gonfia di silenzio, un silenzio assordante, che riempie ogni angolo. Tutto il palazzo è insolitamente silenzioso, sembra quasi trattenere il fiato aspettando insieme a me che succeda qualcosa. Mi tengo occupate mani e mente facendo cose insignificanti, gesti ripetuti mille volte, che non hanno bisogno di riflessioni.
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La signora Perfetti 25 giugno 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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Le prime settimane al nuovo lavoro sono passate in un lampo. Finalmente ho conosciuto di persona la signora Perfetti, la segretaria del capo. Vederla e ricongiungerne l’immagine con la voce arrochita dal fumo che mi aveva aiutata e sorretta nel processo di organizzazione del trasloco è stato un tutt’uno.

Aspetto curato, capello dal taglio marziale, la signora Perfetti, è, ironia della sorte, l’incarnazione del proprio cognome. A quanto ho potuto vedere finora, è lei a tenere saldamente in mano le redini del dipartimento, il capo si limita ad eseguire gli ordini, silenziosamente consapevole dell’inutilità di eventuali discussioni e ben felice di avere una collaboratrice fidata ed efficiente che gli tenga questioni burocratiche ed interlocutori indesiderati fuori dalle scatole.
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Atmosfere 18 giugno 2005

Posted by Isadora in InMansarda, MusicaMusica.
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Da qualche tempo qui nel condominio qualcuno coccola le sue insonnie col jazz, tenendo il volume un po’ troppo alto per agevolare il flusso dei pensieri. Sento l’urgenza di atmosfere più ovattate e tiro fuori da uno scatolone (già, tre settimane che sono qua ed ancora non ho avuto la forza di spacchettare le tre carabattole che mi sono portata dietro) un cd che non ascolto da tanto tempo: Il “Concierto de Aranjuez”, nell’interpretazione di Paco de Lucía. Passo direttamente al pezzo che più mi piace e più si adatta all’umore del momento, l’adagio.
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La gatta sotto al tetto che scotta 29 maggio 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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È caldo, oggi, è caldo fuori, è caldo dentro, è così caldo che persino i pensieri mi si sciolgono nella mente e si mescolano tutti fra loro a formare una brodaglia tiepida e indistinta.

Le veneziane che ho comprato ieri (chissà se piaceranno al tipo che abita di fronte?) proiettano righe sulla parete opposta alla finestra, ancora spoglia: le osservo pigramente sdraiata sul divano, ogni tanto stendo languidamente una gamba e lascio che la luce ci giochi. Non sono in grado di fare di più, con questo caldo opprimente che non mi dà tregua, niente di più che sonnecchiare come una gatta e sperare che la sera porti un soffio d’aria. Una goccia di sudore che mi s’insinua nella scollatura mi porta per un attimo lontano col pensiero e mi distrae da questo apatico pomeriggio di domenica riportandomi alla mente una bocca che appartiene al passato, un’altra estate, un’altra città, un’altra vita.
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Casa nuova, vita nuova 28 maggio 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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Eccomi qua sola soletta nella mia nuova mansardina. Piccola, accogliente, una finestra che guarda sui tetti della città. Se non fosse che poco fa mi è sembrato di sentire qualche rumoretto provenire dal soffitto (?) e di vedere come un’ombra scura svolazzare direttamente sotto al soffitto potrei pure sentirmici a mio agio. Ma sono troppo stanca per pensarci e probabilmente le ombre ed i rumori sono solo frutto della mia immaginazione.
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